La cantina
Gli spazi produttivi di Villa di Corlo.
La Cantina, costruita nel rispetto delle caratteristiche rurali della zona, è stata dotata degli impianti tecnologicamente più avanzati per la lavorazione dei vini frizzanti, con l’utilizzo della macerazione a freddo, per avere un vino che estragga tutti i sapori e i profumi dell’uva da cui proviene, e che sia salubre e molto piacevole da bere.
Gli stessi impianti sono conformi alle normative riguardanti l’igiene, la sicurezza e l’impatto ambientale.
La Villa Palazzo
Dove il nostro aceto riposa e invecchia.
Nello spirito della tradizione, l’Azienda Agricola produce l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, nella acetaia situata nei solai della “Villa”, ottenuto da mosto d’uva cotto e invecchiato per molti anni nei classici vaselli di legno diversi.
I barili sono collocati nel sottotetto della villa di famiglia, visitabile su appuntamento.
Se ne producono di due tipi: Extravecchio, con più di 25 anni di invecchiamento, e Affinato, con più di 12 anni di invecchiamento. Sono imbottigliati dal Consorzio dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, nella classica bottiglia disegnata da Giorgetto Giugiaro.
I vigneti
Il cuore dell’azienda agricola, l’anima di Villa di Corlo.
La missione primaria dell’azienda vinicola è stata delineata fin dall’inizio dell’attività nell’utilizzo esclusivo di uve coltivate in proprio abbinate alla tecnologia più moderna, per ottenere il miglior prodotto possibile.
I vigneti varietà chardonnay, merlot e cabernet sauvignon di diversi cloni, vengono coltivati ad una altitudine di 320 m., hanno una esposizione sud-sud est e sono allevati a cordone speronato. Il microclima, oltre a far ben maturare le uve, ne caratterizza il vino.
L’aceto
Cura, attenzione e pazienza.
L’aceto balsamico tradizionale di Modena VILLA DI CORLO è il risultato della lentissima trasformazione del mosto cotto d’uva proveniente dai nostri vigneti. La sua elevata concentrazione zuccherina sviluppa inizialmente una fermentazione alcolica, che, seguita poi da quella acetica, trasforma l’alcool in aceto. Questo può avvenire soltanto in “batterie” di piccoli barili di legni diversi (Rovere, Castagno, Ginepro, Frassino, Gelso) per conferire al’aceto particolari profumi ed aromi.
Queste batterie sono composte almeno da 5 barili, di capacità decrescente da 50 litri fino a 5 litri. I barili hanno, alla loro sommità, una apertura quadrata, che consente il processo di ossidazione dell’aceto, protetto dalle impurità con un telo di stoffa.